Articolo allergie e acque minerali

DOTTORESSA MARIA COSTANTINO SPECIALISTA IN IDROLOGIA

Presidente della Associazione F.I.R.S.Thermae, inserita in Anagrafe Nazionale di Ricerche del MIUR, è Laureata in Medicina e Chirurgia, PhD in Farmacologia e Tossicologia (Chemioterapia), Specialista In Idrologia Medica oggi Medicina Termale, Specialista in Audiologia. Docente a c. Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno – Italia

Coordinatore-Responsabile Scientifico  di Master post-universitario interdisciplinare in ambito Termale

Esperta per il programma ECM presso il Ministero della Salute

Membro diSIF-Società Italiana di Farmacologia, Società Francese di Medicina Termale, Membro di Editorial Board e Peer review di Balneo Research Journal

Primavera, allergie e... acque minerali

La “Primavera” è sinonimo di belle giornate, di mitezza della temperatura, di alberi in fiore, purtroppo è proprio in questo periodo dell’anno che compaiono numerose allergie a carico dell’apparato respiratorio, problematiche che affliggono anche le grandi metropoli. Questo a causa dei livelli ormai intollerabili di inquinamento atmosferico a cui da anni tutti noi siamo sottoposti. In definitiva cosa si intende per allergia? L’allergia può essere definita come una reazione di difesa del sistema immunitario di fronte a sostanze, dette allergeni, considerate per errore nocive dall’organismo e pertanto nei loro confronti viene prodotto un enorme numero di anticorpi (Errigo E. Malattie Allergiche III Ed., Lombardo Editore, Roma, 1999). È questa la fase di sensibilizzazione. La sensibilizzazione allergica, che si sviluppa con una reazione immunitaria dei linfociti T e con la sintesi di anticorpi specifici della classe IgE ad attività reaginica, è responsabile dello sviluppo di diversi quadri clinici tra cui la rinite allergica e l’asma bronchiale allergico.

Gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche, le “IgE”, sono abitualmente presenti in tutti gli individui. Diversi tipi di allergeni, ad esempio vari tipi di polline, inducono la comparsa di diverse IgE.

 Per verificarne il giusto dosaggio nel sangue si esegue un esame chiamato PRIST (Paper Radio Immuno Sorbent Test). Un livello elevato di IgE nel sangue orienta verso un’allergia ma può essere trovato anche in soggetti che non sono allergici. Il test principale per la diagnosi di allergia è il test cutaneo PRICK-test. Con tale indagine la cute lievemente scarificata del Paziente si fa entrare in contatto con una minima quantità di allergene. Se il Paziente ha anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) in corrispondenza della zona cutanea su cui è stata applicata la sostanza alla quale il paziente è allergico. Un’altra indagine utilizzata è il RASI test (Radio Allergo Sorbent Test) che cerca le IgE direttamente nel sangue. Il test di scatenamento d’organo, invece, in cui si provoca sperimentalmente l’allergia esponendo il paziente al sospetto allergene, è abitualmente utilizzato per la diagnosi di rinite e congiuntivite allergica.

Numerosi studi hanno chiarito il meccanismo di funzionamento delle allergie. Quando il soggetto allergico è esposto ad un certo tipo di allergene, ad esempio all’inalazione di polline, produce anticorpi specifici IgE che si vanno a legare alla superficie di un certo tipo di cellule presenti nelle mucose e nei tessuti epidermici dei tratti del sistema respiratorio con stimolazione di rilascio di sostanze irritanti, come le istamine, che scatenano il processo infiammatorio. Sulle cause di scatenamento dei processi allergici a tutt’oggi si sa poco. Sicuramente si può affermare che la risposta allergica è una risposta complessa determinata dall’interazione di vari fattori: genetici (si è visto, infatti, che il 30% dei bambini con genitore allergico può sviluppare fenomeni allergici, anche in età adulta), immunitari ed ambientali. Gli allergeni possono essere rappresentati da sostanze di vario tipo come polline (di graminacee, betulacee, fagacee, plantaginacee, parietaria, composite etc), spore, muffe, determinati tipi di cibo, alcuni materiali, acari, inquinanti atmosferici etc..

A seconda che l’allergene sia ingerito, respirato, o ci sia contatto diretto l’allergia si manifesta in vari modi. In particolare nelle allergie che interessano l’apparato respiratorio (congiuntivite allergica, rinite allergica, asma bronchiale), in netto aumento, i sintomi locali tipici sono a carico del naso con rigonfiamento delle mucose nasali, starnuti e scolo liquido (rinite allergica); degli occhi con arrossamento e prurito della congiuntiva (congiuntivite allergica che quasi costantemente accompagna la rinite allergica); e delle vie aeree inferiori con irritazione, broncocostrizione, attacchi d’asma.

Per combattere e allergie la cosa migliore è quella di evitare il contatto con la sostanza allergenica. Ciò risulta complicato per quanto riguarda i pollini poiché questo significherebbe non rimanere all’aperto nel periodo di infiorescenza, chiudere le finestre e utilizzare filtri dell’aria e sistemi di condizionamento.

Non a caso le allergopatie respiratorie sono tra le più comuni manifestazioni di allergia. Esse vengono classificate in stagionali, quando causate da polline e spore, e perenni quando dovute ad acari della polvere e derivati di animali domestici.

Nelle forme meno gravi di allergopatie respiratorie gli interventi terapeutici farmacologici prevedono l’utilizzo di farmaci decongestionanti, antistaminici, corticosteroidi nasali, cromoni ed antileucotrieni; mentre nelle forme gravi si usa l’immunoterapia (consistente in molteplici iniezioni di allergene diluito a concentrazioni crescenti, in modo che l’organismo si abitui alla sua presenza e riduca la risposta immunitaria che scatena l’allergia).

Nel trattamento delle allergopatie respiratorie trova valida indicazione anche la terapia termale inalatoria o crenoterapia inalatoria che consente di modificare in senso positivo ‘evoluzione naturale dei-Sopra e nella pagina accanto, le Terme di Telese (BN) la flogosi allergica, di attenuare la gravita della sintomatologia e di prevenire le alterazioni strutturali delle mucose.

La cura termale infatti grazie all’attivazione della microcircolazione, al ripristino del movimento ciliare e alla regolazione delle cellule mucipare (Debisour A. et al., Presse Therm Climat 117,59, 1980) è in grado di esplicare azione trofica sulla mucosa. In genere si consiglia 1 oppure 2 cicli l’anno prima e/o dopo la fase acuta dell’allergia. Una patologia a genesi allergica in forte aumento è la rinite orino-congiuntivite che pur non essendo grave comunque influisce sulla vita sociale alterando le prestazioni lavorative negli adulti e quelle scolastiche nel caso di bambini. Inoltre la rinite sottovalutata o peggio ancora non diagnosticata può evolvere verso una sinusopatia mascellare, frontale o più raramente etmoidale.

Ciò fa capire l’importanza di agire quanto prima possibile per prevenire le complicanze a cui i soggetti possono andare incontro migliorando nel contempo la loro qualità di vita.

In questo la terapia termale avvalendosi di vari tipi di acque minerali come sulfuree, solfate, bicarbonate, salsobromoiodiche e radio-emanative può essere di grande aiuto. Gli effetti biologici di tali acque sono principalmente legati ad attività anti-infiammatoria, ad aumento dei poteri di difesa (con potenziamento di produzione di IgA secretorie sia a livello nasale e sia a livello di vie respiratorie inferiori), a diminuzione della viscosità delle secrezioni (si pensi ad esempio all’azione mucolitica delle acque sulfuree dovuta a frammentazione dei ponti disolfuro che legano gli aminoacidi solforati della mucina, costituente fondamentale del muco insieme ad acqua ed elettroliti), a stabilizzazione mastocitaria (in particolare da parte di acque minerali radio emanative). L’iperemia (ossia il maggior afflusso di sangue) indotta dalla termalità del mezzo crenoterapico determina un miglioramento del trofismo mucoso con regolazione dell’attività delle cellule mucipare, aumento del turnover cellulare e ripristino di una motilità ciliare efficace a vantaggio della funzione che essa normalmente svolge sull’arresto di particelle organiche, inorganiche, batteriche o virali all’interno dell’organismo.

Ciò contribuisce a migliorare il trofismo mucoso e a impedire l’instaurarsi di stati infiammatori ed infettivi sostenuti dalla permanenza, in secrezioni dense e difficilmente rimovibili, di sostanze ad azione flogogena e dal proliferare di agenti batteria. Vari studi hanno mostrato interessanti effetti biologici locali espletati da acque minerali bicarbonate e solfate a livello di apparato respiratorio. Tali effetti possono riassumersi in azione mucolitica sul secreto tracheo-bronchiale, mitigazione dell’ambiente acido respiratorio da parte degli anioni bicarbonato in flogosi sub-croniche e croniche e azione rilassante la muscolatura liscia tracheobronchiale da parte di radicali solfati. In patologie Rino-sinusitiche croniche si è osservato con acque radio-emanative una significativa riduzione di ostruzione nasale, rinorrea, starnutazione, prurito nasale, cefalea etc.

Azione fluidificante sulle secrezioni, azione antisettica ed antiedemigena è stata evidenziata a seguito di utilizzo di acque minerali salsobromo-iodiche. Le capacità intrinseche delle varie acque minerali indicate per il trattamento di allergopatie respiratorie sono utilizzate attraverso modalità applicative che consentono la scomposizione di tali acque in micelle di vario diametro. In particolare nelle inalazioni umide a getto diretto le micelle raggiungono i 10 micron di diametro e si fermano alle vie aeree superiori e medie (naso, seni paranasali, faringe, laringe, trachea); pertanto l’inalazione a getto di vapore riesce molto utile per la cura delle affezioni croniche aspecifìche delle vie respiratorie superiori (riniti, sinusiti, faringiti, laringiti) dove le grosse micelle di acqua possono compiere una vera e propria azione meccanica di detersione.

 Nell’aerosolterapia, invece, le micelle di acqua raggiungono dimensioni di circa .”3-5 micron e quindi si distribuiscono nelle ,porzioni più distali dell’albero respiratorio. Il suo uso va riservato nelle affezioni bronchiali e polmonari. Se, come spesso accade, vie aeree superiori ed inferiori, sono cronicamente infiammate contemporaneamente, conviene associare in tempi successivi l’aerosol alla inalazione a getto di vapore. In genere all’inalazione a getto di vapore si associa l’aerosol per agire su una zona più ampia dell’albero respiratorio anche a scopo preventivo.

Quando, invece, c’è bisogno di un’azione di detersione e lavaggio delle fosse nasali come ad esempio in presenza di ristagno di muco-pus e formazioni crostose, riniti e rinosinusiti muco-purulente può risultare molto utile l’irrigazione nasale, metodica termale inalatoria in, tramite una oliva nasale monouso si eroga acqua minerale per ogni narice.

Si evidenzia che tale tecnica è molto usata nelle rinopatie croniche, soprattutto se associate a componenti allergiche o vasomotorie. Sia nelle affezioni delle vie aeree superiori che di quelle inferiori le cure inalatorie termali provocano un miglioramento piuttosto duraturo delle flogosi respiratorie riducendo anche il numero di episodi di riacutizzazione e di conseguenza l’assunzione di farmaci. Le cure termali inalatorie quindi possono essere considerate, a giusta ragione, un valido presidio terapeutico per combattere, prevenire e curare i disturbi respiratori di natura allergica.

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